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Ius soli un primo passo, sui migranti bisogna fare di più. Ora eliminiamo la Bossi-Fini

 

Roma. “Non solo ci vuole la legge sulla cittadinanza dei giovani figli di non italiani, ma dobbiamo cambiare la Bossi-Fini che è una legge sull’immigrazione superata e sbagliata”. Matteo Mauri, ex vice ministro dem all’Interno, rilancia.

 

Mauri, il Pd ci riprova e rimette sul tavolo davvero la legge sullo ius soli?

“Il segretario Enrico Letta ha preso una posizione netta sulla legge per la cittadinanza dei giovani figli di non italiani. Ha fatto non bene, ma benissimo! A maggior ragione visto che stiamo parlando di ragazze e ragazzi che sono italiani a tutti gli effetti, e che hanno fatto un percorso scolastico nel nostro paese, a cui manca un pezzo di carta per essere cittadini italiani”.

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Regolarizzazione: molti ritardi sono dovuti alle misure anti covid

 
 
Matteo Mauri, lei da vice ministro dem all'Interno si è battuto per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri, anche con un lungo braccio di ferro con i 5Stelle. Ora si sta rivelando un flop: su 207 mila richieste i permessi dati sono lo 0,7% e solo il 5% ha la propria domanda in dirittura d'arrivo.  Dove è l'errore? 
"Al Viminale abbiamo voluto fortemente la regolarizzazione  del 2020 perché era necessario intervenire di fronte alla presenza di un numero consistente di migranti irregolari inseriti nel mondo del lavoro sommerso. Così come bisognava fare emergere dal lavoro nero molte situazioni per la maggior parte di persone presenti senza problemi di irregolarità, sia comunitarie che italiane". 
 

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Dl Sicurezza, via libera alla fiducia dal Senato: è legge.

 

Clicca QUI per vedere la mia dichiarazione al TG1

 

 

Da La Repubblica del 18-12-2020 di Giovanna Casadio

 
I fischietti. Lo striscione "Senza vergogna". I volantini "No al decreto clandestini" piovono nell'aula. Gli spintoni portano in infermeria un commesso di Palazzo Madama e il senatore questore Antonio De Poli, che si è lussato una spalla.
 

Gli insulti ritmati - "buffoni, venduti" rivolti ai grillini, dai cui scranni è un coro di "fascisti, fascisti" - coprono ogni richiamo al rispetto del luogo.  

Dl Sicurezza, il governo pone la fiducia e in aula è immediata bagarre

I leghisti in assetto sommossa accompagnano così l'ultimo miglio dei decreti di Salvini, che sono stati cambiati dalla maggioranza giallo-rossa. Il Senato infatti dà il via libera definitivo alle modifiche sulle politiche dell'immigrazione che il Pd ha voluto nel patto con cui è nato il governo Conte 2. I sequestri delle imbarcazioni delle Ong, i profughi senza identità perché l'anagrafe non poteva accoglierli, la cancellazione dei programmi di protezione sono archiviati. Il nuovo decreto migranti passa con la fiducia: sono 153 i sì, 2 i contrari e 4 gli astenuti.

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Intervista a RADIO ANCH'IO su DPCM del 03/12/2020

 

 

 

Qui trovate il testo della mia intervista a Radio Anch'io di questa mattina 04/12/2020

 

È vietato, si è vietato, fra comuni non ci si può spostare il 25. Tra l'altro il comitato tecnico scientifico aveva chiesto al Governo di prevedere una deroga al divieto di spostamento per i piccoli comuni ritenendolo particolarmente penalizzante per chi vive in luoghi piccoli e si è deciso di non modificare il decreto già emanato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Questo è il tema più presente tra i nostri ascoltatori perché l'Italia non è Roma, non è Milano, è piccoli comuni uno accanto all'altro con parenti che vivono da un lato e dall’altro della torre.

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Pochi controlli? Si fa il massimo. Con il lockdown era più semplice

 

 

Dal Corriere della Sera del 01/12/2020 di Virginia Piccolillo

 
 
 

Sugli assembramenti da shopping natalizio il viceministro dell’Interno, Matteo Mauri, rivendica: 153mila persone controllare solo nel weekend. Ma ognuno faccia la sua parte».

 

Ressa per l’apertura di un centro commerciale e una piazza chiusa a Roma. Assembramenti record in centro a Torino. Le vie dello shopping sovraffollate a Milano.

Viceministro dell’Interno, Matteo Mauri, l’allentamento delle restrizioni prenatalizio ha già dato vita a situazioni a rischio. Ci sono stati pochi controlli?

«Assolutamente no. Il ministero dell’Interno è impegnato fin dall’inizio della pandemia a garantire tutti i controlli necessari. Per noi è una priorità assoluta».

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