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a Chinatown per combattere la psicosi Coronavirus

Una visita al centro culturale, una passeggiata da via Canonica a viale Montello, passando per il cuore di Chinatown, via Paolo Sarpi, e cena. Contro il pregiudizio e le psicosi da coronavirus il Pd di Milano ha organizzato ieri sera una iniziativa di solidarietà e di vicinanza alla comunità cinese, radunando dirigenti locali e militanti, consiglieri e assessori di zona, dal sottosegretario all'Interno Matteo Mauri alla segretaria metropolitana Silvia Roggiani. Ad accoglierli Francesco Wu, anima della comunità e titolare di Ramen a mano: "Qualcuno ci vuole vedere come untori, come si faceva ai tempi di Manzoni, nessuno di noi lo è". Mauri: "Essere qui è un gesto politico, è dare un segno di vita. È importante non cedere all'emotività del momento, ragioniamo tutti con buonsenso, da buoni cittadini". "A Milano le presenze nei ristoranti cinesi sono calate del 50 per cento - ricorda Stephane Hu, attuale presidente di Uniic, l'associazione delle imprese dei cinesi di seconda generazione -,  leggo e mi segnalano episodi quotidiani di razzismo, come alla scuola di via Giusti, dove diversi genitori italiani stanno scrivendo nelle chat di classe che ritireranno i loro figli, che non si

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Vertice sulla sicurezza a Bergamo

 
 
In prefettura con il sindaco e il presidente della provincia. Incontri anche nei comuni di Ciserano e San Giovanni Bianco

Vertice in prefettura, a Bergamo questa mattina, con il vice ministro dell'Interno Matteo Mauri per un punto sulle azioni di contrasto alle attività criminali, in particolare allo spaccio e alle infiltrazioni della criminalità nel tessuto economico della provincia.

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Zingonia, la riqualificazione esempio di buona politica

Il vice di Lamorgese a colloquio, a Ciserano, con i cinque sindaci dell’area interessata: "La collaborazione è riuscita a trasformare una zona degradata. 
“La riqualificazione di Zingonia è un classico esempio di buona politica”. Così il viceministro dell’Interno Matteo Mauri, lunedì 3 febbraio in visita istituzionale nella zona della Bassa, ha voluto elogiare le istituzioni e le forze dell’ordine che negli ultimi anni si sono spesi per dare una svolta definitiva a una delle aree più pericolose e degradate dell’intera provincia.
 

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Monza e Brianza, vertice in Prefettura su sicurezza

 
 

Si è svolta oggi a Monza una riunione in Prefettura sul tema della sicurezza con il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri. Erano presenti il Prefetto, il Presidente della provincia, il Sindaco, il Questore e i comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

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Sede della Polizia Stradale di Seregno

In relazione alle dichiarazioni ripotate da un’agenzia di stampa dell’onorevole Molteni dal titolo “PD penalizza il territorio”, il Viceministro Matteo Mauri ha dichiarato: “Il deputato Nicola Molteni è una persona intelligente. Ma quando fa il furbo si vede subito. È il caso della polemica che sta provando ad alimentare sulla sede della Polstrada di Seregno. È inutile che provi a menare il can per l'aia. I fatti sono più testardi di qualsiasi tentativo di nasconderli.”
Il Viceministro Mauri ha proseguito: “I fatti sono questi:
- Il Decreto di chiusura della sede della Polstrada di Seregno è stato fatto a gennaio 2019. Il Ministro era Salvini e la Lega la faceva da padrona in tutto il Ministero dell'interno. Se avessero voluto avrebbero potuto perciò non fare il Decreto. Invece l'hanno fatto. Punto.
- Perchè hanno fatto un Decreto per chiudere Seregno? Perchè si era appena aperta la Questura di Monza e si istituiva la Polstrada provinciale. Ci sono diversi punti di vista se sia stata una scelta giusta o no. Possiamo discuterne. Ma sicuramente è stata fatta con la Lega sul ponte di comando insieme al suo autonominato ‘Capitano’! 
- Che adesso gli stessi leghisti che l'hanno fatta (ricordiamo, gennaio 2019) ci spieghino che è un danno per il territorio dovrebbe far riflettere molti.
- Durante tutti i mesi seguenti hanno pestato l'acqua nel mortaio dando rassicurazioni a destra e a manca che non sarebbe stata chiusa, ma senza fare assolutamente nessun atto formale per scongiurare veramente la chiusura. Avrebbero potuto tranquillamente revocare il Decreto che loro stessi avevano fatto. E invece niente. Così le procedure di chiusura sono andate avanti in modo inesorabile.”

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